Gli scavi Neolitici di Fornace Gattelli - Comune di Lugo

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Gli scavi Neolitici di Fornace Gattelli

scavi

I più antichi reperti del territorio Lughese attestano l'esistenza di un sito antropizzato fin dal V millennio a.C.. L'insediamento preistorico di Fornace Gattelli, la cui scoperta è avvenuta in via del tutto casuale nel 1982, prezioso per l'abbondanza e l'eccezionale stato di conservazione dei reperti, si trovava in prossimità di un alveo fluviale, e viene datato al neolitico antico, più precisamente alla cultura di Fiorano. Gli scavi hanno sinora messo in luce un ampio settore interessato da una parte del sistema di recinzione e, a sud di questo, da una capanna e da altre strutture accessorie. Il sistema di perimetrazione dell'abitato è costituito da un piccolo fossato e, più all'interno, da una palizzata i cui elementi lignei erano posizionati in una canaletta di fondazione. All'esterno del recinto sono stati individuati numerosi pozzi, che documentano varie fasi di utilizzo come silos per la conservazione delle derrate alimentari, pozzi d'acqua, cave di argilla per i manufatti in terra e per la produzione fittile, fosse di depurazione per gli impasti ceramici e, infine, come buche per la raccolta dei rifiuti. La palizzata era realizzata con porzioni di tronchi di quesrcia, sistemati in fitta successione sul fondo di una canaletta di posa piuttosto profonda. In prossimità di questa canaletta è stato trovato un boccale in terracotta rovesciato sopra alla zampa destra di un cane: gli archeologi ritengono che questa singolare deposizione possa essere interpretata come un rito di fondazione. La capanna presenta una forma rettangolare e risulta divisa in due ambienti. La stanza principale conserva, al centro, il piano di un focolare leggermente rilevato, nonchè i resti ben conservati di un forno dotato di apertua a botte. Il vano più piccolo ha restituito, al contrario dell'altro, una grande quantità di reperti ceramici, tra cui otto vasi quasi perfettamente ricostruibili, il che induce a ritenere che questo ambiente fosse adibito a deposito. Le pareti della capanna erano probabilmente fatte con un graticcio di canne rivestite da un impasto di argilla e sabbia steso a crudo, che consentiva un buon isolamento termico, mentre la realizzazione della struttura portante in canne consentiva l'ottimizzaione dele risorse ambientali, riervando l'impiego in legno a quelle strutture ove lo si ritenesse indispensabile, ad esempio la palizzata esterna del villaggio. 

 

 

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