Il 1914 rivive alla Biblioteca “Fabrizio Trisi” con un percorso didattico-documentario - Comune di Lugo

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Il 1914 rivive alla Biblioteca “Fabrizio Trisi” con un percorso didattico-documentario

Piazza-XX-Settembre-ora-Piazza-Baracca

 

Fino al 10 gennaio prossimo presso la biblioteca comunale Fabrizio Trisi di Lugo sarà possibile visitare la mostra “Lugo 1914 e gli echi della Grande Guerra”. Si tratta di un percorso didattico-documentario con documenti, immagini, libri e giornali conservati presso la biblioteca, l’Archivio storico comunale e la raccolta privata del collezionista lughese Bruno Berti. L’intento del percorso è quello evidenziare gli avvenimenti e gli aspetti più importanti e stimolanti della vita lughese nel corso del 1914, anno in cui ebbe inizio il conflitto europeo.

 

Il percorso, gratuito, è visitabile negli orari di apertura della biblioteca. Per informazioni, telefono 0545 38568, email trisi@comune.lugo.ra.it

 

CENNI STORICI

Da tempo gli storici sono concordi nel definire il 1914 come l’anno di svolta del Novecento nella storia del vecchio continente. In Italia, già dal 1907, l'economia attraversava una fase stagnante, la disoccupazione era in crescita e le finanze pubbliche risentivano di una grave crisi determinata dalle cospicue spese militari sostenute per la guerra in Libia. La sollevazione popolare del giugno 1914, conosciuta come Settimana Rossa e avvenuta dopo i sanguinosi fatti di Ancona, fu una delle conseguenze delle esasperate agitazioni sociali e antimilitariste avvenute in quegli anni.

Naturalmente anche Lugo era oppressa da una forte disoccupazione, che si aggravò sia con la crisi dell'industria e dell'artigianato locale causata dallo scoppio della guerra, sia per il massiccio rientro di emigrati, provenienti soprattutto da Svizzera, Germania e Francia.

Numerose aziende ridussero la produzione, la Spagheria fu temporaneamente chiusa, fu sospeso il personale femminile della Segheria Bellenghi e Rivalta e lo Stabilimento Valli incontrò non poche difficoltà specialmente nell'esportazione dei vini.

Le Camere del lavoro, le Leghe delle cooperative e le Amministrazioni pubbliche si adoperarono con grande difficoltà per cercare soluzioni lavorative, anche solo temporanee.

L'Amministrazione comunale si trovò, così, a far fronte alle continue richieste di lavoro delle locali associazioni di operai, braccianti e muratori e a provvedere all'assegnazione di sussidi alle famiglie e alle persone più bisognose.

Per contrastare poi il continuo rialzo dei prezzi dei beni di prima necessità e i frequenti fenomeni di incetta dei prodotti alimentari, la municipalità lughese aprì uno spaccio comunale e impose il calmiere sui generi di prima necessità.

Sul fronte dell’assetto urbano il 1914 vide l'abbattimento del vecchio e fatiscente isolato a sud dell’ex palazzo comunale dove gravitava la Chiesa di S. Antonio, l'omonima trattoria, l'Albergo del Commercio e diverse altre attività commerciali. La decisione era stata presa l’anno precedente, ma ci vollero mesi per organizzare lo sgombero del fabbricato. Lo scopo era quello di costruire il Palazzo delle Poste, su disegno di Clemente Pedretti, ma il progetto non riuscì a decollare e i lavori furono interrotti poco dopo aver gettato le fondamenta dell’edificio. La vasta area così disponibile denominata piazza Calderoni, fu ceduta alla locale Cassa di Risparmio. Durante l’anno furono tuttavia numerosi i cantieri attivi in città e nelle frazioni: quello per la costruzione delle scuole comunali a Lugo (nell’attuale via Matteotti) è forse quello più importante e significativo. 

Anche il dibattito politico era molto vivace e combattivo: repubblicani, socialisti e cattolico-moderati si fronteggiavano contrapponendo le proprie posizioni in modo acceso, soprattutto sulle pagine dei rispettivi giornali di partito: la Vedetta e la Fiamma Socialista. L'apice di questo scontro si ebbe con le elezioni amministrative di giugno; la sconfitta dei repubblicani, dopo numerosi anni di governo della città, lasciò il campo ai cattolico-moderati. Venne eletto sindaco Carlo Manzoni appartenente alla nobile famiglia dei Conti Manzoni, impegnati da generazioni nella vita pubblica lughese.

I lughesi seguirono con grande preoccupazione le vicende delle persone arrestate e processate in seguito ai fatti della Settimana Rossa e il nuovo sindaco si fece promotore di una istanza di scarcerazione nei loro confronti.

In città il sentimento antitedesco si espresse nei comizi e nelle conferenze (in novembre tenne un discorso a Lugo il patriota, politico socialista e irredentista italiano, Cesare Battisti) mentre il dibattito tra interventisti e neutralisti divise non solo l’opinione pubblica, ma anche gli appartenenti agli stessi partiti politici.

La vita cittadina, nonostante le difficoltà, i disagi e le tensioni sociali, continuava a scorrere intervallata da avvenimenti sportivi, spettacoli e rilevanti iniziative culturali. Nel corso dell'anno, infatti, fu organizzato il consueto Giro Ciclistico di Romagna, Lugo fu città di tappa del Giro d'Italia e nel “Tondo”, il 17 maggio, fu giocata la prima partita di calcio. Sempre nel “Tondo” si esibì l’aviere triestino Giovanni Widmer che tentò di innalzarsi con un monoplano Blériot, peraltro senza successo, in quanto il velivolo andò a sbattere contro un platano.

Al Rossini la stagione teatrale vantò artisti di rilievo nazionale, la Scuola di musica, diretta dal maestro Francesco Balilla Pratella, continuò regolarmente l'attività didattica e la Biblioteca Trisi fu arricchita dai lasciti di Luigi Graziani, e di Domenico Ghinassi.

Lugo, infine, ospitò il primo Congresso dei liutai romagnoli, di cui fu artefice Giuseppe Strocchi di Cotignola.

 

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