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12.LUGOCONTEMPORANEA.16 | Centro Storico di Lugo di Romagna

VIA MARE [dedicato alle musiche migranti]

28 | 29 | 30  LUGLIO 2016

 

INGRESSO GRATUITO

 

Giunge alla dodicesima edizione Lugocontemporanea , il Festival di Musica in dialogo con altre forme espressive, per la direzione artistica di John De Leo, Franco Ranieri e Monia Mosconi , in programma dal 28 al 30 luglio nel centro storico di Lugo (RA).

 

Negli anni, durante il festival estivo il centro storico di Lugo di Romagna ha visto avvicendarsi giovani artisti emergenti accanto a quelli già affermati, anche di rilievo internazionale. Tra gli altri vogliamo brevemente ricordare: il trombettista Cuong Vu, la compagnia teatrale Societas Raffaello Sanzio, il cantante Howie Gelb, il video-scenografo Gianluigi Toccafondo, il video-animatore Simone Massi, il chitarrista e compositore Fred Frith, il performer Giorgio Rossi, lo scrittore Stefano Benni, il compositore fondatore del Movimento Fluxus Philip Corner, il ballerino Guillelm Alonso, il violoncellista e compositore Tristan Honsinger, il compositore Luigi Ceccarelli, il pianista Franco D’Andrea, il trombonista e compositore Giancarlo Schiaffini, l’attore David Riondino, la poetessa Mariangela Gualtieri, il critico cinematografico Enrico Ghezzi, il batterista Hamid Drake, il pittore Nicola Samorì, l’illustratore Lorenzo Mattotti.

 

Ogni anno l’omonima Associazione Culturale Lugocontemporanea offre agli artisti invitati un tema da rappresentare liberamente; per questa edizione 2016 intende porre l’attenzione sul problema Emigrazione

 

Il tema di 12.LUGOCONTEMPORANEA.16 è: “VIA MARE [dedicato alle musiche migranti]” .

Gli spunti che vertono intorno al tema sono molti e complessi. In un modo o nell’altro suscitano sentimenti spesso contrastanti, in noi al di qua del mare. Come spesso accade quando al problema non vi è una soluzione ”prêt-à-porter”, i nostri governi -già alle prese con una situazione sociale interna deteriorata dalla crisi economica- propongono soluzioni contraddittorie, (generalmente) efficaci più che altro ad alimentare distanze.

 

Chi scrive non ha certo soluzioni razionali circa le immani tragedie che oramai quotidianamente si consumano sulle coste italiane. Di certo non si accorda con le orrende speculazioni che si fanno sulla pelle di una umanità dolente. Di certo crediamo che un uomo non possa essere lasciato morire. Che ognuno debba ricevere cure e assistenza. Innanzitutto questo, al resto penseremo poi.  Chi scrive intende Lampedusa come un punto qualsiasi del mondo, anzi come un punto esemplare di Italia nel mondo. E più di tante vacue parole, valga la visione del recente Fuocoammare , il bellissimo documentario diretto da Gianfranco Rosi, cui invitiamo tutti a guardare o ricordare. 

 

Siamo tutti sulla stessa barca, non è solo un modo di dire. 

In quelle barche che tentano di approdare a Lampedusa ci siamo anche noi, e non in senso letterario. C'è una parte di noi, quella parte che può determinarsi e vivere solo se quella gente vive. In ogni barca che tenta di attraversare il mare c’è l'intero pianeta, se riusciamo a intenderlo come una unica comunità. Viviamo un’Era in cui le tecnologie hanno rimpicciolito il mondo, da un lato avvicinando umanità lontane, dall’altro amplificando solitudini.

 

Non pensiamo che gli artisti possano creare effetti risolutivi circa queste problematiche, crediamo però spetti anche loro raccontare questo tempo e sensibilizzare l’opinione pubblica.

Ci pare di constatare che anche l’Arte risenta di quell’individualismo dilagante, nel caos di una società in crisi economica e morale. Che non necessariamente sono figlia una dell'altra. «Era un popolo strano e sfortunato: il benessere li aveva privati di tutto », citando un incipit di Stefano Benni. Pensiamo che l’Arte sia ancora più inutile se l’espressione intima dell’individuo-artista non si pensa parte della Società. Forse davanti a questa responsabilità vorremmo che reagissero le loro rappresentazioni.

 

Forse gli artisti coinvolti in questa edizione di Lugocontemporanea ci ricorderanno che l’Arte è meticcia. Cultura dei sincretismi. Tutta la musica del ‘900 è meticcia. Anche quella nell’alveo accademico occidentale ha dovuto tenere conto delle musiche migranti, vedi il blues e i derivati del jazz. Noi organizzatori di Lugocontemporanea, siamo principalmente musicisti, guardiamo il mondo attraverso il nostro occhio musicale. Gli immigrati, sono musiche, culture, suoni con i quali confrontarci.

[VIA MARE ] 12.Lugocontemporanea.16, per non dimenticare che siamo tutti musiche migranti.

 

Il festival è organizzato dall’associazione culturale Lugocontemporanea, in collaborazione con Fondazione Teatro Rossini, Regione Emilia-Romagna - Assessorato alla Cultura , Arci Bologna, e con il patrocinio di Comune di Lugo, Regione Emilia-Romagna e Greenpeace Italia.

Tutti gli eventi sono a ingresso gratuito.

 

Le esposizioni artistiche saranno visitabili da lunedì 25 a sabato 30 luglio dalle ore 18:00. Lunedì 25 alle 18:00 ci sarà l’inaugurazione delle mostre, presenta Carmine Della Corte.

 

 

 

12 .LUGOCONTEMPORANEA. 16

[FESTIVAL DI MUSICA + Poesia. Teatro. Videoarte. Cinema. SoundArt]

 

XII Edizione

VIA MARE | DEDICATO ALLE MUSICHE MIGRANTI

 

28 | 29 | 30 Luglio

Centro storico di Lugo di Romagna

 

 

giovedì 28 Luglio

h. 21:00 KALIFA KONE [musica]

> Chiostro Del Monte

 

h. 22:00 BEPPE SCARDINO Core Mistery TRIO [musica]

> Chiostro del Carmine

 

venerdì 29 Luglio

h. 21:00 ANTONELLO SALIS / STEFANO TAMBORRINO [musica]

> Chiostro Del Monte

 

h. 22:00 STEFANO ZENNI [conferenza musicale]

> Chiostro del Carmine

 

sabato 30 Luglio

h. 21:00 ALVIN CURRAN [musica]

> Chiostro Del Monte

 

h. 22:00 SIMONE MASSARON [musica + fotografia]

> Chiostro del Carmine

 

h. 23:00 GIANLUCA PETRELLA / SIMONE MASSARON [musica]

> Chiostro del Carmine

 

 

ESPOSIZIONI ARTISTICHE

da lunedì 25 a sabato 30 Luglio dalle ore 18:00

[LUNEDÌ 25 Inaugurazione delle esposizioni con Carmine Della Corte]

 

 

PIERO DOSI [collage]

> Torre del Soccorso della Rocca Estense

 

ANDREA SERIO [illustrazione]

> Pescherie della Rocca Estense

 

 

 

Associazione Culturale LUGOCONTEMPORANEA

Direzione Artistica di JOHN DE LEO | FRANCO RANIERI | MONIA MOSCONI

 

 

 

PROGRAMMA NEL DETTAGLIO

 

28 Luglio | ore 21.00 | Chiostro Del Monte

KALIFA KONE [strumenti tradizionali del west Africa]

 

Kalifa Kone è nato nel 1987 a Bamako (Mali) da una famiglia Griot dell’etnia Bobo; nella cultura di alcuni popoli dell’Africa Occidentale, il termine francese Griot definisce un ruolo sociale e spirituale di poeti e cantori -nonché ambasciatori- con il compito di conservare la tradizione orale degli antenati. Il suo linguaggio musicale oggi è una sintesi di tecniche antiche insieme a uno stile più moderno e personale. La sua vena afro-jazz si esprime attraverso i diversi strumenti tradizionali del West Africa: djembe, doun doun, bara, balafon, tama, calabasse, ngonì, sabar, batteria. Ha collaborato con l’Orchestra Nazionale del Mali, con Paul Chandler nella Scuola americana di Bamako, con Mah Bara Soumano, Modibo Diabaté, "Koutiala Orchestra" di Abdoulaye Diabaté, Baba Sissoko. Partecipa a diversi tour nell'Africa Occidentale accompagnando cantanti maliani di fama internazionale. In Europa suona nel gruppo Kel Assouf e nel progetto con strumenti di riciclo Patafrica. Dal 2013 risiede in Italia dove forma il suo gruppo Kalifa Kone Ensemble. Nel 2015 a Bruxelles riceve un riconoscimento internazionale come rappresentante in Europa della Musica e della cultura maliana.

 

 

 

 

28 Luglio | ore 22.00 | Chiostro del Carmine

BEPPE SCARDINO Core Mistery TRIO

 

Beppe Scardino > sax baritono, clarinetto basso, tastiere, elettronica

Gabrio Baldacci > chitarra baritono, effetti

Daniele Paoletti > batteria, batteria elettronica, samples, elettronica

 

La nostra scommessa in questo progetto sarà quella di far coesistere non solo linguaggi musicali differenti ma esplorare dicotomie così marcate (e forse per questo complementari) come acustico/elettronico, tradizionale/contemporaneo, scrittura/improvvisazione. Una scommessa possibile: molti altri viaggiatori in passato hanno percorso itinerari simili . Beppe Scardino

 

Beppe Scardino, sassofonista baritono, clarinettista basso, compositore, nato a Livorno nel 1980. Figura centrale del jazz più creativo degli ultimi anni, Scardino si è laureato in Jazz presso il conservatorio di Bologna con una tesi su John Coltrane, pubblicata sulla rivista della SidMA diretta da Stefano Zenni. Ha fatto parte del collettivo/etichetta El Gallo Rojo per il quale ha inciso due dischi con il suo sestetto Orange Room. Insieme a Dinamitri Jazz Folklore ha collaborato con Tony Scott, il poeta Amiri Baraka, Bombino e il gruppo tuareg Tartit. Ha inoltre suonato con Virginiana Miller, Bobo Rodelli, John De Leo, Mr Rencor e Tim Berne, Gianluca Petrella, Bobby Previte, Auanders. Attualmente é membro del quintetto italo/danese On Dog co-diretto dal sassofonista Francesco Bigoni e dal chitarrista Mark Solborg, nonché del gruppo C'Mon Tigre.

CORE MISTERY è l'ultima delle molte declinazioni del trio di livornesi Scardino/Paoletti/Baldacci; nelle nuove composizioni di Scardino - suonate in anteprima per Lugocontemporanea - il Trio s’immergerà in una sintesi delle esperienze comuni, esplorando contrappunti estremi, poliritmia, atmosfere dilatate, contrasti sonori tra strumenti acustici ed elettronici.

 

 

 

 

29 Luglio | ore 21.00 | Chiostro Del Monte

ANTONELLO SALIS / STEFANO TAMBORRINO Duo

 

Produzione di Lugocontemporanea

Questa produzione di Lugocontemporanea -attesa come tra le più interessanti dell’edizione 2016- pone a confronto due generazioni, combinando un incontro inedito: l’avventuroso e intenso linguaggio di Salis -uno dei pilastri storici del jazz italiano- a dialogo con il suono di Tamborrino, tra i più meritevoli e accorti musicisti dell’odierna scena jazzistica. Entrambi dotati di grande forza ritmica, di una straripante fantasia melodica, di una musicalità (allusiva) piena di sottigliezze, sapranno inventare - nella estemporaneità dell’evento - un momento irripetibile di astrazione e di bellezza.

 

ANTONELLO SALIS [fisarmonica, pianoforte]

Nato a Villamar, Provincia del Sud Sardegna, il 28 febbraio 1950, Salis è un fisarmonicista, pianista e compositore italiano. Autodidatta, impara a suonare la fisarmonica, il pianoforte e l’organo Hammond. Negli anni ’60 fece parte di quei gruppi storici sardi come Barritas e Salis ‘n Salis. Nel 1973 forma I Cadmo con R. Lay al basso elettrico e Mario Paliano alla batteria; incideranno poi i 33 giri "Boomerang" e “Flying over Ortobene Mount on July Seventy-seven”. Con Cadmo, Salis entra in contatto con la scena jazzistica romana, poi quella internazionale collaborando con musicisti del calibro di Lester Bowie e l’Art Ensemble of Chicago. Nel 1979 suona a fianco del contrabbassista Marcello Melis. Nel 1995 costituisce il trio PAF insieme a Paolo Fresu e Furio Di Castri. Dal 2010 si esibisce con "Giornale di Bordo" fondato assieme a Gavino Murgia ai sax voce e flauti, Paolo Angeli alla chitarra preparata e il batterista afroamericano Hamid Drake. Ha collaborato con numerosi artisti di fama internazionale come Francis Kuipers, Massimo Urbani, Enrico Rava, Paolo Fresu, Fabrizio Bosso, Rita Marcotulli, Evan Parker, Javier Girotto e Aires Tango, Anouar Brahem, Michel Portal, Don Cherry, Don Pullen, Billy Hart, Ed Blackwell, Billy Cobham, Horacio “El negro” Hernandez, Han Bennink, Naná Vasconcelos, Cecil Taylor, Pat Metheny e tanti altri.

 

STEFANO TAMBORRINO [batteria, live electonics]

Firenze, classe 1981. Stefano Tamborrino è uno dei batteristi italiani più fantasiosi di nuova generazione. Il suo percorso musicale comincia da giovanissimo e autodidatta. A oggi vanta collaborazioni con musicisti di importante caratura nazionale e internazionale: Ares Tavolazzi, Chris Speed, Stefano Bollani, Giovanni Guidi, Paolo Birro, Dan Kinzelman, Joe Rehmer, Riccardo Onori, Franco Santarnecchi, Marco Panascia, Francesco Bearzatti, Alessandro Lanzoni, Nico Gori, Gabriele Evangelista, Gianluca Petrella, solo per citarne alcuni. Nel suo ludico e versatile stile batteristico si possono identificare influenze Jazz, Hip Hop, Indie Rock.

 

 

29 Luglio | ore 22.00 | Chiostro del Carmine

STEFANO ZENNI [conferenza musicale]

 

Jazz, musica migrante

Migrare è parte dell’istinto biologico della specie umana […] Senza questo vertiginoso movimento la cultura musicale del nostro tempo sarebbe molto più povera. Stefano Zenni

 

Produzione di Lugocontemporanea in collaborazione con Caffè Letterario di Lugo

Nato a Chieti nel 1962. Insegna Storia del jazz e della musica afroamericana e Analisi delle forme compositive jazz nei Conservatori di Bologna, Firenze, Pescara. Ha insegnato Analisi a Siena Jazz e History of Music of XX and XXI Century presso la New York University a Firenze. Dal 2013 è il direttore artistico del Torino Jazz Festival e dal 1998 del Metastasio Jazz di Prato. Ha pubblicato e curato libri su Louis Armstrong, Herbie Hancock, Miles Davis, Charles Mingus, ed è l’autore di Storia del jazz. Una prospettiva globale (Stampa Alternativa, 2012). Il volume I segreti del jazz ha vinto il premio Migliore libro di saggistica su musica internazionale 2007-2008 al 1° Festival del Libro Musicale di Sanremo. Il suo ultimo libro s’intitola Che razza di musica. Jazz, blues, soul e le trappole del colore (EDT). Dal 2012 tiene le “Lezioni di jazz” presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. A lungo collaboratore di Musica Jazz, dal 2009 al 2013 è editor del settore jazz del Giornale della Musica. E’ stato membro dell’International Advisory Board del Center for Black Music Research di Chicago nonché redattore del New Grove Dictionary of Jazz II. Dal 1997 è un conduttore di Rai Radio3, in programmi come “Mattino Tre”, “Il terzo anello”, “Body and Soul” e altri.

 

 

 

 

30 Luglio | ore 21.00 | Chiostro Del Monte

ALVIN CURRAN

> Elettronica, Tastiere, Pianoforte

 

Produzione di Lugocontemporanea in collaborazione con Area Sismica

I migranti cercano stabilità, mentre l’artista ricerca le vie dell’instabile per scoprire nuove forme dello stabile. Meri giochi di parole per dire che condividiamo barche simili, una fatta di legno fatiscente, l’altra fatta di sogni trascendenti. Rimane l’impegno di produrne una sola. Alvin Curran

 

Nato il 13 Dicembre 1938, Providence, Rhode Island negli Stati Uniti. La musica di Curran «abbraccia tutte le contraddizioni del presente»: composizioni scritte, improvvisate, tonali, atonali; oltre 200 opere suonate nei teatri di tutto il mondo composte per orchestra, per ensemble eterogenei, per solisti, implicando ora suoni naturali ora sintetici. Negli anni ’60 si inserisce subito nella vivace scena musicale e culturale, incontrando musicisti fondamentali per il suo percorso come Franco Evangelsti. Figura esemplare nel fare musica al di fuori delle sale da concerto, sviluppa anche una serie di composizioni per laghi, porti, parchi, edifici, cave, grotte: i suoi laboratori naturali. In oltre 50 anni di carriera sono innumerevoli le collaborazioni di prestigio: Igor Stravinskij, Iannis Xenakis, Luciano Berio, Yuji Takahashi, Louis Andriessen, Remo Remotti, Cornelius Cardew, Steve Lacy, Michelangelo Pistoletto, Anthony Braxton, Steve Reich, Michael Nyman, Trisha Brown, Ashley, Behrman, Gordon Mumma, Alvin Lucier, Larry Austin, Philip Glass, Terry Riley, Evan Parker, John Cage, Morton Feldman, Philip Corner, Kronos Quartet, Living Theater, Giacinto Scelsi. Insieme a FredericK Rzewsky, Allan Bryant e Richard Teitelbaum è co-fondatore del gruppo sperimentale MEV Musica Elettronica Viva.

 

30 Luglio | ore 22.00 | Chiostro del Carmine

SIMONE MASSARON Solo [musica + fotografia]

 

Il Suono del Furore - Sonorizzazione delle fotografie di Dorothea Lange

> chitarre, live electronics

 

[…] Nei romanzi di John Steinbeck mi ha colpito la descrizione della tragedia del Dust Bowl […] dove i profughi vennero sfruttati dai loro stessi connazionali. […] In quegli anni il governo Roosevelt aveva commissionato a vari fotografi la documentazione sulle condizioni del popolo dei migranti […] Grazie alla collaborazione del Centro Studi e Archivio della Comunicazione di Parma, ho potuto attingere al fondo della FSA e utilizzare le fotografie di Dorothea Lange, materiale che mi ha dato l’ispirazione per comporre le musiche di questo progetto . Simone Massaron

 

 

30 Luglio | ore 23.00 | Chiostro del Carmine

GIANLUCA PETRELLA / SIMONE MASSARON Duo

 

Gianluca Petrella > trombone, live electronics

Simone Massaron > chitarre, live electronics

 

Produzione di Lugocontemporanea

Gianluca Petrella e Simone Massaron hanno accolto l’invito di Lugocontemporanea, e si incontreranno per la prima volta per questa edizione 2016 del Festival. Entrambi votati alla improvvisazione radicale, alle sonorità dell’elettronica come al jazz più tradizionale e al blues più arcaico, daranno vita a una performance estemporanea imprevedibile, sicuramente spericolata e per questo già avvincente.

 

GIANLUCA PETRELLA

Nato a Bari nel 1975, Gianluca Petrella è uno dei grandi trombonisti a livello globale.

Sulla scena nazionale già dalla metà degli anni ’90, a oggi ha collezionato una importante serie di riconoscimenti, tra i quali il prestigioso Critics Pool della rivista Down Beat, premio che riceve per ben due anni consecutivi. Ha suonato con artisti internazionali come Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen – e con importanti musicisti italiani come Stefano Bollani, Antonello Salis, Roberto Gatto, Franco D’Andrea, nonché come spalla storica nei vari progetti di Enrico Rava. É il band leader di svariate formazioni quali a esempio, Cosmic Renaissance, Tubolibre Quartet, Il bidone (Omaggio a Nino Rota), SoupStar duo con Giovanni Guidi, e il recente Petrella Trio 70’s. Attualmente è anche membro del quartetto Brass Bang cui fanno parte anche Paolo Fresu, Steven Bernstein e Marcus Rojas. Ha suonato nei maggiori festival e club del mondo.

 

SIMONE MASSARON

Simone Massaron è nato a Milano nel 1971. Già all’età di quattro anni inizia a studiare pianoforte con il padre Sergio, che è stato direttore d’orchestra. Si appassionerà poi a diversi strumenti (pianoforte, chitarra, batteria) approdando definitivamente alla chitarra jazz intorno ai sedici anni. A oggi ha all’attivo una ventina di dischi tra progetti leader e collaborazioni tra le quali spiccano quelle con Tiziana Ghiglioni, Carla Bozulich, Elliott Sharp, Nels Cline e Marc Ribot. Ha inoltre suonato con Craig Green, Scott Amendola, Alfonso Santimone, Piero Bittolo Bon, Achille Succi, Jamaaladeem Tacuma, Peter Evans e Rob Mazureck. Il suo stile chitarristico abbraccia dall’improvvisazione radicale, alla musica avant-garde, al blues, fino all’elettronica.

 

 

 

ESPOSIZIONI ARTISTICHE > da lunedì 25 a sabato 30 Luglio dalle ore 18:00

[LUNEDÌ 25, ORE 18:00 > Inaugurazione delle esposizioni con Carmine Della Corte]

 

 

PIERO DOSI [collage] > Torre del Soccorso della Rocca Estense

Collage della crudeltà e dell’immortalità

 

Produzione di Lugocontemporanea

in collaborazione con Carmine Della Corte e Famiglia Dosi

 

«È forse questo che si cerca nella vita, nient'altro che questo, la più gran pena possibile

per diventare sé stessi, prima di morire.» (Louis-Ferdinand Céline)

 

La citazione che ho scelto per questo breve discorso mi pare ci introduca direttamente in quella straordinaria vicenda che è la Vita e l’Opera di Piero Dosi: separare questi due elementi è come amputare il senso e il corpo stesso dell’uomo e dell’artista. Piero ha scelto di vivere pienamente la sua condizione personale e creativa, pagando la ferocia che questa civiltà riserva a chi vuole essere fino in fondo se stesso: un groviglio di confusione, di gioia, di dolore, di fragilità (lui lo era orgogliosamente), rifiutando l’omologazione imposta dalla cecità della cultura dominante. Piero ha combattuto da gigante questa battaglia, riscattandosi e riscattandoci con la sua arte. Queste poche righe non potranno mai contenere la ricchezza dell’avventura che è stato il suo percorso, potranno forse indurci -con non poco timore da parte mia– a osservare e riconoscere la Vita nelle opere esposte: “collage della crudeltà” o “dell’immortalità” come ebbe argutamente a definirle Giulio Guberti. Quale crudeltà? Quella degli squarci, dello strappo, della giustapposizione di pezzi diversi che l’autore-uomo ha utilizzato per ricomporre la propria e la nostra identità, il nostro volto più intimo. Questa è stata la sua ricerca. Ci ha voluto lasciare la possibilità -per un attimo- di riflettere sulla bellezza che solo sovrapponendo quei pezzi, quelle differenze, noi possiamo intravedere, godendo l’unità piena dell’unica vera opera d’arte possibile: La Vita. (Carmine Della Corte)

 

 

 

ANDREA SERIO [illustrazione] > Pescherie della Rocca Estense

Litoralia

 

Tempo fa lessi da qualche parte una frase di Jules Renard: «Il mio paese è là dove passano le nuvole più belle».

Invitato prima a disegnare il manifesto, poi a esporre alcuni dei miei lavori all'interno di Lugocontemporanea -quest'anno dedicata al delicatissimo tema dell'esodo dei migranti e quindi ai problemi ma anche alle opportunità, alle risorse, che essi rappresentano- per un attimo ho ripensato a quella frase. In modo quasi infantile ho immaginato che tutti quei popoli in movimento fossero nuvole, che il cielo fosse un mondo che non esiste ma che un tempo è esistito. Un mondo di uomini liberi di attraversare oceani e continenti, in cerca di un luogo sicuro in cui fermarsi e far crescere i propri figli, senza che muri, confini, o altri uomini uguali a loro potessero in alcun modo impedirglielo. Ho visto quelle nuvole in viaggio sorvolare lentamente il mare dirette verso una terra ospitale. Avvistare la costa, scoprirne la vegetazione, le rive sabbiose, infine toccare terra, prima che un vento carico di pregiudizio riuscisse a dissolverle. Il materiale che ho scelto di esporre è costituito in gran parte da disegni di cieli e nuvole, oggetto di una mia personale ricerca artistica iniziata anni fa e tutt'ora in corso. Qualche veduta marina d'ambientazione mediterranea, alcuni piccoli scorci di spiagge. Quasi tutti bozzetti e studi preparatori per illustrazioni e dipinti che un giorno vedranno la luce. O forse no. (Andrea Serio)

 

 

 

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