Il programma di sabato 18 giugno per in occasione del 93° anniversario della scomparsa di Francesco Baracca e il discorso del Sindaco Raffaele Cortesi - Comune di Lugo

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Il programma di sabato 18 giugno per in occasione del 93° anniversario della scomparsa di Francesco Baracca e il discorso del Sindaco Raffaele Cortesi

frecce-tricolori

In occasione del 93° anniversario della morte di Francesco Baracca, sabato 18 giugno, alle ore 19, si tiene un Santa Messa nella Chiesa del Suffragio; successivamente lo schieramento dei labari presenti sul Monumento dedicato all’eroe e una deposizione di corone. Infine, alle ore 20,15, parte un corteo motociclistico che renderà omaggio alla casa natale e alla sua tomba. Avrà luogo anche un sorvolo d aerei dell’Aero Club di Lugo.

 

 

DISCORSO DEL SINDACO DI LUGO RAFFAELE CORTESI
IN OCCASIONE DELLA CERIMONIA COMMEMORATIVA
DELLA SCOMPARSA  DI FRANCESCO BARACCA
SABATO 18 GIUGNO 2011

Ci ritroviamo per celebrare il 93° anniversario della scomparsa di Francesco Baracca. Una cerimonia che vede ancora una volta insieme tutta la città.
Ci ritroviamo qui con la veduta della grande bandiera italiana che da mesi sventola sulla Rocca Estense per ricordare a tutti che questo è l’anno della celebrazione del 150°  dell’Unità della nostra nazione.
A questa unità hanno dato un contributo determinante gli oltre 1.400 lughesi partecipanti all’epopea risorgimentale. Oltre a loro, che abbiamo ricordato con tante manifestazioni assieme ai nostri concittadini con i giovani ed in particolare con la bella mostra sui cimeli risorgimentali lughesi, tutt’ora aperta nella Sala Baracca della Rocca, un contributo importante all’Unità d’Italia è stato fornito da Giuseppe Compagnoni, grande lughese padre  della bandiera simbolo della nazione unita. Ma dagli ideali risorgimentali fu attratto anche Francesco Baracca, la cui partecipazione al primo conflitto bellico mondiale si  iscrive senz’altro  nell’idea, allora da molti propugnata, di compimento del Risorgimento attraverso la riconquista delle terre e delle città (Trieste e il Friuli in primo luogo) considerate parte integrante della nazione italiana.
Dunque c’è un filo che lega la persona e le gesta di Francesco Baracca con il Risorgimento, un filo robusto che per Baracca è rafforzato sul versante culturale dell’adesione alle idee ed alle associazioni che si richiamavano all’obiettivo del compimento dell’unità d’Italia.
Fu proprio durante quel primo conflitto mondiale che maturò un’idea più precisa e più larga di spirito patriottico, ed anche una esperienza culturale, politica, morale ed umana che ha contribuito a formare nel profondo la nazione italiana.
La nazione mostrò se stessa nella vita quotidiana e nelle differenze che caratterizzavano le città, i territori, le regioni; mostrò se stessa nella sofferenza e nello sforzo di una vicenda che rappresentò, malgrado tutto, un cambiamento fondamentale  del costume e degli stili di vita.
Milioni di persone, fino ad allora ancora profondamente diverse, si ritrovarono gomito a gomito nelle trincee e nelle retrovie, unite in un sacrificio terribile; e tuttavia conseguirono un risultato storico, i cui valori ritroviamo nel tempo odierno. I valori dell’unità della patria e la conquista della libertà costituiscono i capi saldi della nostra democrazia, della nostra Costituzione Repubblicana, del nostro stare insieme.
La cornice sostanziale ed istituzionale dello stato unitario è divenuta l’ambito di crescita e di sviluppo di una società moderna, più giusta e più solidale.
Di questa vicenda Francesco Baracca, come abbiamo sempre ricordato, fu uno dei protagonisti principali, sia per la cultura di cui era portatore, sia per il coraggio e l’ardimento personale.
Francesco Baracca era una personalità a suo modo (e per l’epoca) complessa, di grande profilo umano, animato da profondi ideali e dallo spirito di innovazione e di ricerca.
Fu questo spirito che lo spinse ad entrare nell’aviazione. Un esempio che fu seguito. Dopo di lui entrarono migliaia di giovani, di diversa estrazione sociale, come è stato documentato nei mesi scorsi da Fabio Caffarena, uno dei più autorevoli studiosi degli albori dell’aviazione italiana. Lungi dall’essere una vicenda di pochi eletti lo sviluppo di questa realtà fu possibile proprio grazie a questa adesione della nuova generazione che vide in quella che sarebbe diventata la “nuova arma”, un’occasione di riscatto sociale o anche più semplicemente un modo per sottrarsi alla vita durissima delle trincee ed alla carneficina di massa.

Dai centocinquanta piloti iniziali del 1915 si passò agli oltre cinquemila complessivi a fine conflitto. Francesco Baracca fu uno dei primi ad intuire le potenzialità della moderna aviazione. Per questo rimane uno dei miti più importanti, per questo il suo ricordo sopravvive nel tempo. Per questo il suo nome resterà per sempre legato alla nascita ed allo sviluppo di una tecnologia che ha cambiato la realtà della vicenda umana. Anche per queste ragioni (come Museo Francesco Baracca) abbiamo voluto approfondire la ricerca sulle origini dell’aviazione con una bellissima mostra che vi invito a visitare, sull’epopea della donne volanti. Sulle donne cioè che ebbero una parte attiva in questa grande innovazione della modernità.
Anche in questo modo continuiamo a rendere omaggio ad un personaggio oramai entrato nel mito della storia ma profondamente figlio della nostra terra di Romagna, di cui continua a rappresentare un tratto identitario preciso. Ci identifichiamo tuttora nella semplicità d’animo, nella generosità, nella lungimiranza che fu propria di Francesco Baracca. Questo è il senso vero della nostra presenza su questo monumento in questa giornata.

Raffaele Cortesi
Sindaco di Lugo

 

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