Ricorre, mercoledì 26 ottobre, il 67° anniversario dell’eccidio dei Martiri del Senio. Alle ore 10 del mattino verranno deposte corone di alloro ai piedi dei cippi - Comune di Lugo

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Ricorre, mercoledì 26 ottobre, il 67° anniversario dell’eccidio dei Martiri del Senio. Alle ore 10 del mattino verranno deposte corone di alloro ai piedi dei cippi

Celebrazione-Martiri-del-Senio

Nella giornata di mercoledì 26 ottobre, ricorre il 67° anniversario dell’Eccidio dei Martiri del Senio. Alle ore 10 del mattino vengono deposte delle corone di alloro ai piedi dei cippi. Dalle ore 9,45, in via Acquacalda, a lato del parcheggio di Piazza Garibaldi, è a disposizione un pullman per recarsi sulle rive del Senio. La cerimonia commemorativa è stata organizzata dall’ANPI, dal Comune di Lugo e dal Comitato Unitario Antifascista Permanente per la difesa della Costituzione e per Lugo città chiusa al fascismo.

“Mercoledì 26 ottobre – ha detto il Sindaco Raffaele Cortesi- ricordiamo, a 67 anni di distanza, i ragazzi  uccisi il 26 ottobre del 1944 quando, sul fiume Senio, era ancora attestato il fronte di guerra. Renzo Berdondini, 17 anni, contadino, Giovanni Dalmonte, 18 anni, meccanico, Domenico Faccani, 20 anni, contadino, Luigi Ballardini, 18 anni, meccanico, Gianni Montanari, 17 anni,  studente, Floriano Montanari, 23 anni, meccanico e Giorgio Folicaldi, 16 anni, studente.

Il giorno prima era stato ucciso, di fronte alla Rocca, Carlo Landi, 20 anni, segantino.

Ricordiamo questi ragazzi con un velo di tristezza e di malinconia pensando a quelle giovani vite strappate a se stesse e alle loro famiglie, ai loro affetti; pensando che qualcuno di loro potrebbe essere ancora tra noi”.

“Questo episodio che ha segnato la storia della Resistenza lughese- puntualizza il presidente dell’ANPI di Lugo Ermanno Tani- ci riempie anche di orgoglio.

Ci troviamo di fronte ad una storia fatta di gente comune, di donne e di uomini giovani ed anziani, di persone normali che vivevano i mestieri e la vita di tutti i giorni e che prendevano  via via  coscienza della loro dignità: consideravano ingiusta la guerra, ingiusta l’occupazione nazista delle nostre terre e delle nostre case. Questi ragazzi erano i giovani normali di quell’epoca, non erano eroi predestinati. Li ricorderemo per sempre”.

 

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