La Stagione Concertistica 2012-2013 - Comune di Lugo

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La Stagione Concertistica 2012-2013

La nuova stagione concertistica al Teatro Rossini di Lugo propone cinque appuntamenti con grandi capolavori di Mozart e Schubert, pagine sinfonico-corali di Giuseppe Verdi quale anticipo dell’anno verdiano e un omaggio a Glenn Gould col giovane asso della tastiera islandese Víkingur Olafsson. Sul podio della Filarmonica Toscanini Maurizio Zanini, Manuel López-Gómez, Michaela Costea. Fra i solisti il percussionista cinese Li Biao e l’oboista Andrea De Francesco.

 

Mozart e Verdi sono i due numi tutelari della “Concertistica 2012-2013” al Teatro Rossini di Lugo, che nonostante la crisi, conferma cinque classici appuntamenti di alto prestigio in abbonamento, con programmi interessanti e grandi solisti. Sulle pagine meno eseguite per oboe e violino del salisburghese sono incentrati i due concerti di gennaio e febbraio, entrambi diretti dalla rumena Mihaela Costea, apprezzata spalla della Filarmonica Arturo Toscanini, mentre a Giuseppe Verdi è dedicato il concerto inaugurale, con la Filarmonica Toscanini diretta da Maurizio Zanini e la partecipazione straordinaria del Coro Lirico Terre Verdiane diretto da Corrado Casati: un omaggio quasi d’obbligo al Verdi sinfonico e corale in vista dell’imminente anno del bicentenario verdiano. Ma veniamo al dettaglio.

 

La stagione si apre domenica 25 novembre 2012 alle ore 16 con la Filarmonica Arturo Toscanini  diretta da Maurizio Zanini , direttore milanese certamente più noto nei panni di pianista: musicalmente e tecnicamente seguace di Maurizio Pollini (con cui studiò qualche tempo), nel 1986 Zanini vinse il Premio Dino Ciani, e dopo quella clamorosa vittoria si è esibito nelle più importanti istituzioni italiane ed europee, conquistandosi la fama di virtuoso della tastiera ma anche di interprete irreprensibile e intellettuale. Non si contano i suoi concerti e le partecipazioni con le più grandi orchestre, sotto la direzione di direttori come Myun-Whun Chung, Vladimir Delman, Daniele Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Gerard Korsten, Jerzy Semkov, Alexander Vedernikov e molti altri. Il 2000 l’anno della svolta: Zanini

prende in mano la bacchetta e comincia a dirigere. Subito rivela doti direttoriali di prim’ordine, quasi che il passaggio dalla tastiera al podio per lui sia un dettaglio meramente tecnico. Le stesse doti di intelligenza, di chiarezza e di rigore del pianista, Zanini le applica alla direzione d’orchestra. I musicisti che egli dirige avvertono subito queste caratteristiche, e immediatamente lo amano, lo seguono e diventano uno strumento sotto le sue dita. Zanini è quindi un grande pianista, meglio un musicista, molto amato dalle orchestre e dai direttori artistici, che lo stimano e lo reinvitano con regolarità, fatto non comune. Sotto la sua bacchetta c’è dunque da immaginare un Verdi molto rigoroso, moderno e maestro di scrittura: un Verdi sinfonico e corale che Zanini affronterà con la Filarmonica Arturo Toscanini  e col Coro Lirico Terre Verdiane diretto da Corrado Casati , un coro di recente formazione che raccoglie i migliori coristi del Nord Italia e che ha già realizzato ormai storiche perfomance con grandi direttori come Rostropovich, Muti, Oren e Kuhn.

Si prosegue sabato 1 dicembre alle 20,30 con l’arrivo sul palco del Rossini del giovane

Gomez

direttore venezuelano Manuel L ó pez-G ó mez , un altro prestigioso prodotto del rinomato programma d’educazione musicale del Venezuela chiamato “El Sistema”, fondato da José Antonio Abreu, grazie al quale si sottraggono i giovani dalla povertà e dalla delinquenza per avviarli allo studio della musica. Dal “Sistema” provengono due dei più grandi direttori di oggi, Gustavo Dudamel e Diego Mathéuz. Anche López-Gómez, nato a Caracas nel 1983, per molti anni primo violino concertino dell’Orchestra Sinfonica Giovanile di Caracas e dell’Orchestra Sinfonica Simon Bolivár, pare destinato ad una grande carriera internazionale: dopo aver diretto le migliori orchestre venezuelane in numerose tournée in America e in Europa, nel 2011 è stato invitato dalla Filarmonica di Los Angeles come direttore assistente di Gustavo Dudamel, ha poi debuttato con grande successo con la Filarmonica di Gothenburg (Svezia) e lo scorso anno ha diretto Juan Diego Flórez in un concerto a Lima.

LiBiao

Al venezuelano si unirà Li Biao , uno straordinario percussionista di origine cinese, dotato di grande tecnica e musicalità e ormai considerato come uno dei più brillanti e popolari percussionisti solisti della sua generazione. Dopo aver vinto le maggiori competizioni internazionali ed essersi esibito in centinaia di concerti in tutto il mondo e nella cerimonia di chiusura dei giochi olimpici di Pechino 2008, il percussionista cinese – che suona più di 50 differenti tipi di percussione che provengono dall’Africa, America, Europa e Asia – nel 2008 ha ricevuto il National Spirit Achiever Award dalla Mercedes Benz. Grande il contrasto fra lo scoppiettante e virtuosistico Concerto per marimba e orchestra d’archi  del brasiliano Ney Rosauro (1952) – uno dei brani più popolari per questo strumento, più di duemila esecuzioni in tutto il mondo – e la grande Sinfonia  n. 4 in do minore D 417 “Tragica” di Franz Schubert. Una sorta di manifesto grandioso e magniloquente quest’ultima della poetica romantica del suo autore, che continuamente si muove in un infinito lirismo sempre in bilico fra classicismo e romanticismo.

Mercoledì 23 gennaio 2013 alle 20,30 sarà poi il primo dei due concerti della Filarmonica Toscanini  in cui a dirigere e suonare, come nella migliore tradizione anglosassone, sarà il primo violino dell’orchestra, cioè Mihaela Costea , violinista di origine e di scuola rumena. Sullo spartito ci sarà il Concerto per oboe e orchestra  in do maggiore KV 314 di Wolfgang Amadeus Mozart. Ad interpretarlo il fresco vincitore del ruolo di primo oboe della Filarmonica Toscanini, cioè di Andrea De Francesco , strumentista di grande valore, allievo di Stefan Schilli e Francois Leleux a Monaco, già primo oboe al Teatro alla Scala di Milano dove si è esibito con Daniel Barenboim, Lorin Maazel, Riccardo Muti, Daniele Gatti, Esa-Pekka Salonen. Andrea De Francesco, che fa parte dell’ensemble “Il Proteo” di Sergio Azzolini, si misurerà in una delle pagine più amate del genio mozartiano, il Concerto  in do maggiore KV 314 per oboe e orchestra, forse più conosciuto nel successivo adattamento in re maggiore per flauto e orchestra per il ricco dilettante olandese Willem de Jaen. In realtà fu scritto da Mozart a Salisburgo nell’estate 1777 per l’oboista Giuseppe Ferlendis. L’opera si destreggia fra amabile cantabilità e virtuosismo sfrenato: i mozartiani più ortodossi non stenteranno a riconoscere che il Presto  del Concerto per oboe anticipa un famoso tema dell’opera “Il ratto dal serraglio” dello stesso Wolfgang Amadeus.

Borissova

Un mese dopo, martedì 26 febbraio 2013, sempre alla 20.30, Mihaela Costea  sarà ancora nel doppio ruolo di violino di spalla e concertatore (“Konzertmeister”) e con lei si esibirà un’altra gloria proveniente dalle fila della Filarmonica Arturo Toscanini , la violinista bulgara Viktoria Borissova , già allieva di Salvatore Accardo, Pavel Vernikov e Ylya Grubert, strumentista dotata di scintillante virtuosismo e spiccata musicalità. Nella scorsa stagione la si sentì trionfare nel difficile Concerto per violino e orchestra  di Bruch, quest’anno la si potrà apprezzare in un altro gioiello mozartiano quale il Concerto in sol maggiore  KV 216 per violino e orchestra, il primo dei cinque concerti per violino e orchestra composti a Salisburgo fra l’aprile e il dicembre 1775 che siano entrati stabilmente in repertorio. Pur dotato di un malizioso virtuosismo strumentale, il Concerto  in sol maggiore è una pagina in cui Mozart dispiega tutto il suo gusto per la cantabilità all’italiana, piuttosto che per lo stile francese. Un concerto ideale quindi per mettere in risalto le capacità della Borissova, che oltre che come solista si è spesso esibita quale spalla delle maggiori orchestre italiane (Regio Torino, Pomeriggi Musicali di Milano, Comunale di Bologna) e nelle fila del Teatro alla Scala e della sua prestigiosa Filarmonica.

Conclude la stagione concertistica giovedì 14 marzo 2013 alle 20,30 il recital di quello che è considerato internazionalmente uno dei più originali talenti del pianoforte dei nostri giorni, alla sua seconda apparizione sul suolo italiano: stiamo parlando del pianista islandese Víkingur Olafsson. Classe 1984, considerato ormai come il più importante concertista del suo paese, Olafsson sta destando molta attenzione anche dalla stampa internazionale: ha studiato alla Juilliard School con Robert McDonald e Jerome Lowenthal. Nel 2008 ha debutatto all'Avery Hall a New York. Ha collaborato con artisti quali Björk e Martin Fröst e direttori quali Vladimir Ashkenazy, Ilan Volkov, Petri Sakari e Roberto Abbado. I compositori Haukur Tómasson, Daníel Bjarnason, Snorri Sigfús Birgisson, Mark-Anthony Turnage e Atli Heimir Sveinsson hanno scritto per lui. Attualmente lavora ad un progetto per la televisione islandese dove parla di musica in 10 episodi che saranno trasmessi nel 2013. Ha inaugurato la nuova sala da concerti Harpa, a Reykjavik, dove curerà in qualità di direttore artistico un festival di musica da camera. Numerosi i riconoscimenti: due Icelandic Music Award, l'American-Scandinavian Society Cultural Prize, la borsa di studio Vladimir Horowitz alla Juilliard School, Rotary Foundation Cultural Grant e Icelandic Optimism Prize 2009. Nel 2009 è stato il più giovane artista nominato per il Nordic Council Music Prize. Come suona Víkingur Olafsson e perché ha tanto successo? C’è chi lo ha descritto come epigono di Glenn Gould, chi ha intravisto nel suo pianismo “postmoderno” un interprete fresco e anticonformista. A Lugo lo si potrà giudicare in un programma che è di per se stesso un bell’omaggio al genio di Gould a 80 anni esatti dalla nascita e a 30 dalla morte: di Johann Sebastian Bach le Partite  n. 2 e 5, di Brahms i 3 Intermezzi  op. 117, di Jean Sibelius (autore amatissimo da Gould) la Sonatina  in mi maggiore op. 67 n. 2, infine lo struggente Isoldes Liebestod  di Wagner-Liszt.

 

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