Risposta Assessore Pasi su rilevatori del censimento - Comune di Lugo

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Risposta Assessore Pasi su rilevatori del censimento

Nell’edizione di martedì 11 dicembre, il Resto del Carlino ha pubblicato una lettera aperta contenente delle precisazioni di alcuni rilevatori del censimento che avevano espresso perplessità e sconcerto sulle modalità di retribuzione “non adottate” dal Comune di Lugo e dall'Unione, invitando lo stesso Ente pubblico ad una risposta. Di seguito riportiamo quanto espresso in una nota stampa dall’assessore al bilancio del Comune di Lugo Nicola Pasi

Premesso che non sono solito commentare dei “non atti”, mi preme chiarire che, come previsto dal contratto, il Coordinamento dei Servizi Demografici e Statistici della Bassa Romagna che ha organizzato il lavoro dei vari Uffici Comunali di Censimento sta in questi giorni definendo come ripartire “eventuali economie risultanti a consuntivo... fra quei rilevatori che abbiano coadiuvato i coordinatori e il personale dell’UCC nella gestione dei Centri Comunali di Raccolta” , economie che pur trattandosi di un lavoro conclusosi a marzo sono state riconosciute dall'ISTAT ai comuni solamente ad ottobre. Rassicuro inoltre che nel farlo il Comune di Lugo in concerto con gli altri comuni della Bassa Romagna intende utilizzare criteri oggettivi che prevedano il pagamento di una quota anche per i questionari consegnati on line o alle poste (seppure non lavorati dai rilevatori) oltre che per il lavoro effettuato presso l'UCC da parte di quei rilevatori che abbiano svolto tale mansione. Criteri che, come i rilevatori interessati avranno modo di verificare a breve, hanno l'obiettivo di compensare equamente il lavoro fatto. Criteri che però con equilibrio intendono premiare nel merito il reale lavoro svolto e non a prescindere dallo stesso. Si è così cercato di incentivare la produttività e la condivisione del buon risultato e di evitare che, a fronte di compensi uguali per tutti, per finire il lavoro nei tempi richiesti alcuni rilevatori dovessero svolgere il lavoro non fatto da altri, come a volte successo in precedenti attività censuarie. Riprendendo i temi della lettera ribadisco infine che le amministrazioni locali della Bassa Romagna stanno facendo tutto quanto di loro competenza per “assicurare alle fasce più deboli della società il pieno appoggio al reddito”. Se vogliamo la stessa scelta di ricercare attraverso un bando aperto i rilevatori censuari può essere letta come un modo per offrire a studenti, disoccupati e precari una temporanea occasione di integrazione al reddito. Il censimento però ha cadenza decennale, non è attività ordinaria dei Comuni, e pertanto nessun ente, per i noti vincoli di legge, avrebbe potuto assumere personale per il censimento, ma solamente attribuire incarichi a termine e per il solo periodo necessario a concludere le operazioni censuarie.

Rimango ovviamente a disposizione degli interessati per eventuali ulteriori chiarimenti. 

Nicola Pasi

Assessore al Bilancio, Organizzazione e Personale, Servizi Demografici ed Elettorale ed Affari Generali

 

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