Follie da poeta - Comune di Lugo

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Follie da poeta

Henning-Brockhaus

Il Lugo opera Festival inaugura venerdì 30 marzo, ore 20,30, al Teatro Rossini festeggiando i 60 anni del compositore Wolfgang Rihm: in scena la sua opera Jakob Lenz  tratta dal racconto di Büchner. Una nuova coproduzione col Teatro Comunale di Bologna con la regia di Henning Brockhaus , in replica a Bologna il 12, 13 e 15 aprile. Sul podio Marco Angius .

Sarà il regista tedesco Henning Brockhaus a firmare regia, scene e luci dell’opera Jakob Lenz del compositore Wolfgang Rihm che inaugura il ‘Lugo Opera Festival 2012’ venerdì 30 marzo 2012 alle 20,30 al Teatro Rossini di Lugo. Si tratta di un nuovo allestimento coprodotto col Teatro Comunale di Bologna, l’unica messa in scena in Italia di un capolavoro assoluto del teatro lirico contemporaneo del grande compositore Wolfgang Rihm , che il 13 marzo scorso ha compiuto 60 anni. Jakob Lenz  è un’opera da camera in dodici quadri e un epilogo su libretto di Michael Fröhling ricavato dal racconto Lenz di Georg Büchner. Questo nuovo allestimento firmato da Brockhaus dopo il debutto a Lugo approderà al Teatro Comunale di Bologna nei giorni 12, 13, 15 aprile, costituendo il terzo titolo lirico della Stagione d’Opera e Balletto 2012. La coproduzione è il risultato di una collaborazione pluriennale tra il Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Rossini di Lugo, che intende sviluppare un progetto artistico incentrato sulla produzione novecentesca o contemporanea di Teatro Musicale. Eccellente il cast che vede come interpreti Thomas Möwes  nel ruolo del protagonista, Markus Hollop  e Daniel Kirch, i costumi sono curati da Giancarlo Colis . Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna  ci sarà il giovane direttore Marco Angius , uno specialista del teatro contemporaneo. 

Liberamente tratto dal racconto Lenz di Georg Büchner, eseguito per la prima volta allo Staatsoper di Amburgo l’8 Marzo 1979, Jakob Lenz   dopo 33 anni dal suo debutto è un titolo ormai di repertorio in Europa, ma è una assoluta rarità in Italia. Basti pensare che quasi contemporaneamente all’allestimento lughese/bolognese Jakob Lenz  viene messo in scena dai teatri di Amsterdam, Londra, Bruxelles e Varsavia: quasi un record assoluto per un titolo contemporaneo. L’opera racconta il disagio interiore del protagonista, il poeta romantico realmente esistito Jakob Lenz e il suo graduale sconfinamento nella follia mentale. Jakob Michael Reinhol Lenz, figlio di un pastore luterano, nacque nel 1751 a Sesswegen in Livonia. Dopo aver seguito i corsi di Kant, divenne amico (e poi nemico) di Goethe che di lui disse: «ha ali di farfalla, ma andando troppo vicino alla fiamma si è bruciato». Scrittore, poeta e traduttore, ben presto divenne una delle figure più celebri della corrente Sturm und Drang . Errabondo di natura, Lenz vagabondò per mezza Europa alternando periodi di creatività e lucidità a momenti di annebbiamento mentale. Entrò in urto con i migliori amici spesso per ragioni di donne. Dal 20 gennaio all’8 febbraio del 1778 soggiornò presso il pastore Johann Friedrich Oberlin, che lasciò nel suo diario il resoconto di quelle giornate annotando gli eccessi ai quali Lenz andava soggetto e i suoi tentativi di suicidio. Rientrato da un parente in Russia, si lasciò vivere per alcuni anni fino a che non fu trovato morto in una strada di Mosca. 

Il compositore Wolfgang Rihm , nato a Karlsruhe il 13 marzo 1952, già allievo di Karlheinz Stockhausen ed esponente tra i più noti di quel movimento nato in Germania verso la metà degli anni ’70 che denunciava l’accademismo della cosiddetta neue Musik , è considerato uno dei maggiori compositori viventi, autore di molte opere liriche rappresentate in tutto il mondo e di almeno 12 Quartetti. Jakob Lenz , scritta quando aveva solo 25 anni, è sicuramente fra le opere che lo hanno reso celebre: «Rihm ha composto il dramma di quest’anima impaurita e tribolata – scriveva al suo esordio il critico Heinz Josef Herbort – ha rappresentato le stazioni del processo di rovina del protagonista in una sorta di collage scenico, che in un certo qual modo realizza la teoria dell’arte di Lenz stesso. Visioni fantastiche e realtà, meri pensieri e dialoghi veri, immaginazione e verità si incrociano gli uni agli altri. Saltano i confini di spazio e tempo o, meglio, sono presenti solo diffusamente. E allo stesso modo si inseriscono i diversi idiomi e le diverse forme musicali». 

«Lenz personifica la tipica figura dell’uomo sensibile – aggiungeva Hans-Klaus Jungheinrich – che vive nell’era moderna ma è incapace di adeguarsi al mondo che lo circonda, con cui non vede possibilità di rapporti soddisfacenti; a tale riduzione di contatti con l’esterno corrisponde una vita interiore di forte intensità, popolata da immagini fantasmagoriche. La psiche diventa allora una sorta di palco sul quale vanno in scena drammi violenti e mortali, i cui antagonisti diventano le figure del mondo attuale – ma anche dell’infanzia – minacciosamente ingrandite e demonizzate». 

«Portare in scena una figura come Jakob Lenz  – dichiarò l’autore in occasione della prima dell’opera ad Amburgo nel gennaio 1979 – è complesso già solo per il fatto che la persona ha dentro di sé più scene. La musica deve rappresentare queste scene costantemente presenti. Ho cercato d farlo nel modo più diretto: i livelli musicali non divisi, ma mantenuti sempre presenti, fino a che essi – obbedendo a una propria drammaturgia – devono venire alla luce. Nell’insieme la grande forma acquista caratteri di un rondò a più strati: una sorta di rondò in rilievo, perché sia la vicinanza che la distanza psicologica vengono musicalmente formulate in prospettiva come relazioni di atmosfera». «Ciò che conta – concludeva Rihm – è soprattutto questo: il filo a cui è appeso Jakob Lenz  è l’energia che va al cuore degli ascoltatori». 

Il regista tedesco Henning Brockhaus , già allievo e assistente di Giorgio Strehler e noto alle cronache culturali per la forza e il coraggio delle sue regie (si ricordi un suo discusso Rigoletto  al Verdi Festival di Parma nel 2001), firma questa regia che si prospetta molto interessante anche per la radicalità e la suggestione del suo impianto scenico. 

Informazioni e prenotazioni: Fondazione Teatro Rossini, Piazzale Cavour, 17 Lugo (RA) - Tel. 0545.38542 - Fax 0545.38482 Sito web: www.teatrorossini.it - e-mail: info@teatrorossini.it -

Biglietteria on-line: www.vivaticket.it  

A cura dell'Ufficio Stampa
Alberto Spano
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