Lugo Opera Festival 2012 - È primavera, tutta musica nuova o quasi - Comune di Lugo

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Lugo Opera Festival 2012 - È primavera, tutta musica nuova o quasi

Krystian-Zimerman

Dallo Jakob Lenz di Rihm ai minimalisti, dall’opera pop di Galarini a quella sulle vite di musicisti di Fabrizio Festa su testo di Eugenio Baroncelli, il Lugo Opera Festival 2012 si concentra sulle musiche d’oggi e sul primo Novecento. Fra i protagonisti il regista Henning Brockhaus, le sorelle Labèque e Krystian Zimerman.

Concluse le celebrazioni ufficiali del 250° anniversario del Teatro Rossini, costruito su progetto dell'architetto Ambrogio Petrocchi e completato nel suo interno da Antonio Galli Bibiena e chiusa la Stagione Concertistica 2011/12, entrambe le manifestazioni realizzate grazie al determinante contributo della Banca di Romagna , la città di Lugo presenta il cartellone dell’edizione del Lugo Opera Festival 2012 , dieci importanti appuntamenti musicali in programma dal 30 marzo al 16 maggio 2012. Anche un rapidissimo sguardo ne fa intuire immediatamente il carattere, quest’anno più che mai rivolto alla musica d’oggi, anzi alle  musiche d’oggi. Non un festival di musica “contemporanea” in senso classico, ma un festival di ispirazione operistica che riporta in luce alcuni grandi capolavori del nostro tempo, dallo Jakob Lenz  di Wolfgang Rihm  alla musica “minimalista” che compie 50 anni, con un’attenzione particolare verso i grandi anticipatori della musica moderna, Gustav Mahler e Claude Debussy e un’apertura di credito sull’attualità con la prima assoluta della nuova opera di Fabrizio Festa ed Eugenio Baroncelli. 

Venerdì 30 marzo alle 20,30 si apre con Jakob Lenz , opera da camera in dodici quadri, cinque intermezzi e un epilogo del compositore tedesco Wolfgang Rihm  su libretto di Michale Fröhling dalla novella di Georg Büchner. Si tratta di una coproduzione col Teatro Comunale di Bologna con la regia di Henning Brockhaus ,

Henning-Brockhaus

 che dopo la prima a Lugo porterà l’allestimento nel proprio calendario lirico nei giorni 12, 13 e 15 aprile. Liberamente tratta dal racconto omonimo di Georg Büchner, eseguita per la prima volta allo Staatsoper di Amburgo l’8 Marzo 1979, l’opera è un titolo ormai di repertorio nei paesi anglosassoni, ma è una rarità in Italia. Al centro della vicenda vi è il disagio interiore che conduce alla perdita di contatto con il mondo reale da parte del protagonista, il poeta Jakob, esponente del romanticismo tedesco. Jakob Michael Reinhol Lenz, figlio di un pastore luterano, nacque nel 1751 a Sesswegen in Livonia. Dopo aver seguito i corsi di Kant, divenne amico (e poi nemico) di Goethe che di lui disse: «ha ali di farfalla, ma andando troppo vicino alla fiamma si è bruciato». Scrittore, poeta e traduttore, ben presto divenne una delle figure più celebri della corrente Sturm und Drang . Errabondo di natura, Lenz vagabondò per mezza Europa alternando periodi di creatività e lucidità a momenti di annebbiamento mentale. Entrò in urto con i migliori amici spesso per ragioni di donne. Dal 20 gennaio all’8 febbraio del 1778 soggiornò presso il pastore Johann Friedrich Oberlin, che lasciò nel suo diario il resoconto di quelle giornate annotando gli eccessi ai quali Lenz andava soggetto e i suoi tentativi di suicidio. Rientrato da un parente in Russia, si lasciò vivere per alcuni anni fino a che non fu trovato morto in una strada di Mosca. Il compositore Wolfgang Rihm, già allievo di Karlheinz Stockhausen ed esponente tra i più noti di quel movimento nato in Germania verso la metà degli anni ’70 che denunciava l’accademismo della cosiddetta neue Musik , compirà sessant’anni fra pochi giorni, il 13 marzo. Estremamente prolifico, Rihm è considerato uno dei maggiori compositori viventi, autore di molte opere liriche rappresentate in tutto il mondo e di almeno 12 Quartetti d’archi. Jakob Lenz  è fra le opere che lo hanno reso celebre: «In qualche punto tristaneggia, molto wozzeckeggia, ma soprattutto da cima a fondo ba-cheggia – è letteralmente inzuppato di Bach, dalle citazioni ai violoncelli, nella buca coi pochi strumenti da camera, ai corali sul palcoscenico, che sembrano recuperati a brandelli da antiche navate gotiche – è una partitura che gronda affetto. Pur se disciplinata come ala di farfalla» (Carla Moreni). Il regista tedesco Henning Brockhaus , già allievo e assistente di Giorgio Streheler e noto alle cronache culturali per la forza e il coraggio delle sue regie (si ricordi un suo discusso Rigoletto  al Verdi Festival di Parma nel 2001), firma questa nuova regia che in parte riutilizza l’impianto scenografico di un felice allestimento del 2007 al Teatro Lauro Rossi di Macerata. Eccellente il cast che vede come interpreti Thomas Möwes  nel ruolo del protagonista, Markus Hollp  e Daniel Kirch . Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna  ci sarà il giovane direttore Marco Angius , uno specialista del teatro contemporaneo. 

Mercoledì 11 aprile 2012, sempre alle 20,30, concerto lirico dei vincitori del Concorso Lirico Internazionale “Salice d’Oro”: accanto al tenore di origine coreana Yun Seung Hwan  debutterà al Teatro Rossini di Lugo una delle grandi speranze della lirica, il soprano sudafricano Tsakane Valentine Maswanganyi . Nata a Soweto il 14 febbraio 1979 e residente da un anno a Lugo, la Maswanganyi ha già un considerevole curriculum: si è spesso esibita con grande successo in televisione (nella serie Amici Forever ), in concerti e produzioni liriche, fra cui West Side Story , La bohème , La Vedova Allegra , Amelia al Ballo , oltre ad essersi esibita in concerto in onore del presidente Nelson Mandela in Sudafrica, in Australia e in Inghilterra. Dopo aver partecipato a produzioni liriche in Inghilterra, in Germania e in Norvegia, ora studia in Italia con il mezzosoprano Nadiya Petrenko. Verdi, Mascagni, Puccini e Tosti gli autori in programma, al pianoforte sarà Fabrizio Milani .

Il terzo appuntamento del Lugo Opera Festival è in programma domenica 15 aprile alle ore 16: in scena l’opera AL – Artificial Light , musica di Marco Galarini e Claudio Silvestrelli, con la partecipazione di allievi della Scuola della Fondazione Teatro Comunale di Modena   e del Centro di formazione Danza e Teatro STED di Modena.  Artificial Light è un’opera pop, interamente cantata, che associa gli stili della musica giovanile alle forme dell’opera lirica e del cinema. L’opera rivela una denuncia sul potere che i mass-media, attraverso le nuove tecnologie, la moda, gli status symbol e l’ossessione per il successo hanno sulla vita e sui valori dell’uomo, sui rapporti sociali e familiari. In un mondo ipnotizzato, dominato dal potere di una luce artificiale (allegoria estrema del dominio e delle suggestioni tecnologiche), gli unici a non essere stati contaminati sono alcuni ragazzi, sfuggiti a un fascio di luce contaminatrice, che riusciranno a salvare gli uomini attraverso il canto. Solo la loro purezza, temerarietà, onestà intellettuale e spirituale aiuteranno gli adulti a salvarsi da una società malata e corrotta che essi stessi hanno costruito. A fianco dei personaggi interpretati dalla Scuola voci bianche della Fondazione Teatro Comunale di Modena si muoveranno in scena i giovani danzatori allievi dell’associazione STED, centro di formazione per la danza e il teatro di Modena.

Lunedì 16 aprile alle 20,30 sarà poi la volta dell’esecuzione di un capolavoro assoluto del primo Novecento, la Sinfonia n. 4  in sol maggiore per soprano e orchestra di Gustav Mahler, nella geniale riduzione per orchestra da camera di Erwin Stein. La celebre opera, nel cui ultimo movimento Mahler inserisce il canto sopranile su un testo popolare dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn  (Il corno magico del fanciullo) in cui è esaltata la gioia del paradiso, vedrà all’opera l’Ensemble della Filarmonica Toscanini  diretta da Michele Mariotti , direttore principale del Teatro Comunale di Bologna e bacchetta in grande ascesa. La parte per soprano è affidata alla bella e sicura voce di Arianna Rinaldi

Martedì 8 maggio alle 20,30 sarà poi la volta di un concerto straordinario che vede protagonista uno dei più grandi interpreti del mondo, il polacco Krystian Zimerman , vincitore nel 1975 del Concorso Chopin di Varsavia. Il celebre pianista, sommo interprete di Chopin e Brahms, è anche un lettore raffinatissimo della musica del Claude Debussy, compositore del quale si celebrano i centocinquant’anni dalla nascita. Zimerman, che nell’agosto 1991 realizzò un’incisione di riferimento dei Préludes  debussyani per la Deutsche Grammophon, dopo 21 anni torna al grande francese: e come al solito lascia in sospeso il programma, la cui stesura definitiva si potrà conoscere il giorno prima del concerto. 

Giovedì 10 maggio, questa volta alle 21, protagoniste del Lugo Opera Festival saranno altre due grandi stelle del concertismo internazionale, le sorelle Katia & Marielle Labèque ,

Katia-Marielle-Labeque

che con il loro virtuosismo strumentale e la loro strepitosa musicalità hanno conquistato il mondo suonando a quattro mani o a due pianoforti, nei programmi i più vari e divertenti. Il concerto, 50 Years of Minimalism / MIX 3 , in prima italiana, è dedicato ai primi 50 anni del Minimalismo in musica e realizzato in coproduzione col Festival Angelica, la KLM Fondazione, la Fondazione Teatro Comunale di Modena, il Festival l’Altro Suono e la Fondazione Teatro Comunale di Bologna, vedrà le due sorelle del pianoforte esibirsi da sole e in compagnia di una band formata da Nicola Tescari  (tastiere), David Chalmin  (chitarra elettrica), Massimo Pupillo  al basso elettrico, Raphael Séguiner  alla percussioni.

Il Minimalismo compie 50 anni. Un serie di concerti curati nel 1961 da La Monte Young nel loft di Yoko Ono, nel cuore della downtown newyorkese, portò per la prima volta all’attenzione del pubblico questo nuovo, ipnotico universo musicale. Katia e Marielle Labèque e un assortito gruppo di amici provenienti dalle frange alternative del rock e della musica classica si riuniscono per celebrare la nascita di questa rivoluzionaria corrente musicale e le sue molteplici influenze. Il concerto presenta brani meno conosciuti di Steve Reich, Terry Riley e Philip Glass e si immerge negli affascinanti esperimenti di La Monte Young. Esplora le gemme cristalline dei musicisti europei Gavin Bryars, Arvo Pärt, Howard Skempton, Cornelius Cardew, rivela alcuni dei suoi indisciplinati precursori: Erik Satie, John Cage e Colin McPhee e si addentra nel mondo del post-minimalismo di Glenn Branca. Nello spirito di quei primissimi concerti newyorkesi, si ascolteranno improvvisazioni, arrangiamenti e nuovi brani a opera dei fedeli collaboratori delle sorelle Labèque. L’occasione non mancherà di far ascoltare anche la stupefacente eredità che il Minimalismo ha lasciato al mondo del Rock, con brani di The Who, Aphex Twin, Sonic Youth, Radiohead e Brian Eno.

Secondo e ultimo titolo d’opera in cartellone quest’anno è il debutto nazionale assoluto mercoledì 16 maggio alle 20,30 di Vite , la nuova opera del compositore Fabrizio Festa , su libretto di Eugenio Baroncelli , con la partecipazione straordinaria della cantante Cristina Zavalloni  e dell’attore Matteo Belli . Vite  nasce dall’incontro tra lo scrittore ravennate Eugenio Baroncelli – è l’autore dei due fortunati Libro di candele. 267 vite in due o tre pose e  Mosche d'inverno. 271 morti in due o tre pose   (Premio Mondello 2011) entrambi pubblicati da Sellerio –, e l’eclettico compositore Fabrizio Festa  (un passato da raffinato jazzista, poi nella musica colta aderente alle più varie correnti, non esclusi il minimalismo e l’elettronica). L’idea è semplice: suggerire attraverso l’intersecarsi del canto e della recitazione sull’ordito della musica le trame di storie vere o verosimili. Storie in gran parte di musicisti – così ha immaginato Baroncelli alla sua prima esperienza nell’ambito del teatro musicale – scritte in uno stile asciutto, ma acuto e penetrante. Così le vite di Georges Bizet o di Chet Baker, di Janis Joplin o di Maurice Ravel (solo per citare alcune tra le figure evocate da Baroncelli) finiscono per raccontare un’unica vicenda biografica, che è proprio la musica a tessere in un unico mosaico sonoro. Musica che sarà realizzata dal vivo dallo stesso Fabrizio Festa attraverso computer e sintetizzatori e che troverà un suo riscontro visivo nelle immagini realizzate da Roberto Recchia. La regia dello spettacolo, affidata a Rosetta Cucchi , dipana proprio questo tema dell’incrociarsi dei segni (fonemi, grafemi, suoni, icone) in quel naturale sovrapporsi di esperienze che è la vita. I testi dell’opera, tutti inediti, saranno pubblicati integralmente in primavera nel nuovo libro di Eugenio Baroncelli, per la casa editrice Sellerio di Palermo. 

All'interno del Lugo Opera Festival 2012 si inseriscono inoltre tre eventi della rassegna «Concerti in luoghi sacri»: domenica 25 marzo alle ore 10.45 nella Chiesa del Carmine recital di Fabio Nava all'organo Callido (1797), domenica 1 aprile alle ore 17 all’Oratorio di Passogatto (Lugo) l’Ensemble Malerbi  (Davide Bertozzi all’oboe, Fabio Gaddoni al violoncello e Monica Micheli all’arpa) infine domenica 15 aprile alle ore 11 alla Chiesa del Suffragio concerto di Marta Misztal  all’organo Rasori (1844). 

Il «Lugo Opera Festival 2012» si realizza grazie al contributo di Banca di Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Coop Adriatica, Gruppo Hera, Acetificio Emiliano-Romagnolo, Assicoop-Unipol Ravenna, Copura, Acmar e Agenzia Brozzi.

Informazioni e prenotazioni:
Fondazione Teatro Rossini, Piazzale Cavour, 17 Lugo (RA) - Tel. 0545.38542 - Fax 0545.38482
Sito web: www.teatrorossini.it
e-mail: info@teatrorossini.it
Biglietteria on-line:  www.vivaticket.it

 

 SOCI DELLA FONDAZIONE TEATRO ROSSINI
 Comune di Lugo
Provincia di Ravenna
Fondazione Cassa di Risparmio e Banca del Monte di Lugo
Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna
Gruppo Villa Maria
Gruppo Cevico
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