Cento anni per Espedito Ricci Iamino - Comune di Lugo

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Cento anni per Espedito Ricci Iamino

festeggiamenti

 

Il 13 aprile 2015 Espedito Ricci Iamino ha compiuto 100 anni, festeggiato da parenti e amici. Espedito ha inoltre ricevuto la visita del sindaco Davide Ranalli, che gli ha portato in dono una pergamena ricordo, porgendogli gli auguri a nome di tutta l’Amministrazione comunale.

 

(Biografia a cura di Manuel De Paola)

Settimo di tredici tra fratelli e sorelle, Espedito nasce il 13 aprile 1915 a San Lorenzo di Lugo, paese dove “in un tratto di un solo 1 km di strada” vivrà tutta la sua vita. Una vita subito in salita, segnata da un episodio che ancora oggi lui stesso racconta come se fosse il suo biglietto da visita. Nasce da un parto gemellare; la sua costituzione assai gracile e la salute cagionevole indirizzano il medico che assiste al parto a una diagnosi di aspettativa di vita piuttosto breve, tanto è vero che sarà proprio il medico stesso a scegliere il suo nome: Espedito, cioè “mandato in cielo”. Ma è la sorella gemella a non superare i giorni immediatamente successivi al parto, mentre Espedito cresce, lasciandosi alle spalle quella che avrebbe dovuto essere la sua prematura sorte. I suoi primi anni di vita sono scanditi dalla distruzione e dalla carestia che la Grande Guerra ha lasciato dietro di sé. La sua famiglia è umile e molto povera: insieme al padre Luigi, che di mestiere fa il birocciaio, e alla madre Vittoria che vende lupini, brustoline e mistochine lungo la strada, inizia prestissimo a capire cosa vuol dire stringere i denti per poter andare avanti, cibandosi di ciò che poteva essere considerato commestibile e svolgendo i lavori più umili e faticosi come andare nei greti dei fiumi in cerca di sassi per poi venderli, coltivare cipolle, riempire carriole di sabbia nel Po per rinforzare gli argini del fiume Santerno.

A 24 anni Espedito vive suo malgrado il secondo conflitto mondiale da protagonista, partecipando alle battaglie che ebbero come teatro Albania e Grecia. “In Guerra ho fatto di tutto, ma il mio fucile non ha mai sparato un colpo - dice -. Non potevo fare del male a qualcuno che non conoscevo e che non mi aveva fatto nulla”.

Negli anni dell’immediato dopoguerra Espedito lavora per ricostruire il suo paese, e dall’unione con Enrica detta “Irma”, che sposa nel giugno del 1946, nasce Franca, la sua unica figlia. Insieme ai fratelli Giuseppe e Mario inizia la sua vera professione e si getta nella lavorazione della frutta. Prima direttamente nei campi di raccolta, poi all’interno del deposito dei birocci della sua casa natale, ricostruito a seguito della guerra e modificato per permettere lo svolgimento di questa attività.

Nella seconda metà degli anni ’50 i “Fratelli Ricci Jamino” commercializzano la frutta da loro lavorata nei più importanti mercati ortofrutticoli nazionali ed europei.

Dal 1982, la “Fratelli Ricci Jamino” è diventata la “Ricci Jamino Frutta” e in sostituzione dei fratelli Giuseppe e Mario lavorano a fianco di Espedito il nipote Luigi e il genero Damer.

Espedito ha imparato a fare il nonno con i nipoti Manuel ed Ylenia e con lo stesso entusiasmo oggi è il bisnonno dei suoi pronipoti Leonardo e Isabella, ai quali insegna ancora a coltivare l’orto e trasmette la semplicità e la bellezza della vita di campagna. Ed è proprio questa vita all’aria aperta, con il suo brulicare di attività, la sua più grande passione: dalla raccolta dell’uva alla produzione del vino, dalla coltivazione del suo orto all’allevamento dei suoi animali da cortile, dalla pesca all’andare per campi in bicicletta.

 

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