In mostra il lato umano della Rivoluzione Egiziana - Comune di Lugo

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In mostra il lato umano della Rivoluzione Egiziana

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Apre venerdì 10 aprile al liceo “Gregorio Ricci Curbastro” di Lugo, in viale Orsini 6, la mostra documentaria “Quando i valori prendono vita - Il lato umano della rivoluzione egiziana”. L’esposizione, per la quale non è prevista una vera inaugurazione, sarà illustrata nell’ambito di un incontro pubblico che si svolgerà invece lunedì 13 aprile alle 21, nell’aula magna del liceo. Interverranno i curatori Wael Farouq, docente di lingua araba dell’Università americana del Cairo, e i membri di SWAP Mohamed Zaid e Mina Sharkawy.

 

La mostra è stata presentata questa mattina in conferenza stampa. Erano presenti: Silvia Golfera, assessora alla Scuola del Comune di Lugo; Daniele Serafini, responsabile attività espositive del Comune di Lugo; Giuseppina Di Massa, dirigente scolastica del liceo di Lugo; Guido Ferretti, Presidente del centro culturale “Umana Avventura”; Alberto Pezzi, presidente regionale dell’associazione «Famiglie per l'Accoglienza»; Kareem Oshoala, presidente associazione «L’amicizia»; Abdellah Bensadiq, presidente regionale dell’Unione dei centri di cultura islamica dell’Emilia-Romagna; Elisa Montanari, docente del liceo di Lugo e coordinatrice locale della mostra.

 

“Questa è un’iniziativa ‘necessaria’, perché spesso abbiamo una idea confusa del mondo islamico - ha dichiarato l’assessora Silvia Golfera -. È una occasione di incontro, un modo molto efficace per veicolare dei messaggi. La collocazione e il taglio sono rivolti più ai giovani e soprattutto ai giovanissimi interessati a conoscere i singoli eventi ancor prima dei quadri storici; è un’occasione di incontro e di dialogo tra comunità. Mi auguro che si possa iniziare da qui un percorso comune”.

 

“Questa mostra non è un punto di arrivo, ma una partenza - ha sottolineato Guido Ferretti -. Dentro a questa mostra non ci sono messaggi politici, piuttosto fatti e storie di persone. L'idea è nata lo scorso agosto, all'arrivo delle drammatiche notizie da Siria e Iraq. Non abbiamo voluto limitarci a pensare che fossero luoghi lontani, ma ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare dal di qua. Il punto non è quello di creare eventi, ma avviare percorsi, perché anche a Lugo in particolare dopo i recenti attentati si sentono crescere sentimenti di paura e insicurezza. Intolleranza e buonismo sono due facce della stessa medaglia. Chi è certo della propria identità, della propria fede, è più aperto nei confronti degli altri. Identità e integrazione sono i due concetti, i due temi centrali di questa mostra”.

 

“La convivenza è d'obbligo e la religione deve essere un aiuto, non deve e non può essere fonte di divisione, ma di promozione di pace e convivenza - ha ricordato Kareem Oshoala -. Nella quotidianità le forze positive non fanno notizia, la gente va educata. Non dobbiamo condannare una intera comunità per una persona o un gruppo. Dobbiamo combattere gli estremismi, e la religione è un punto d'incontro. Sono preoccupato per quello che sta avvenendo, ma ottimista per il futuro”.

 

“Questa è un’occasione che attendo da tempo e sono felice che anche a Lugo vi sia questa disponibilità ad avviare percorsi comuni - ha aggiunto Abdellah Bensadiq -. Sono gli interessi degli esseri umani, dei singoli e di gruppi che usano la religione come scudo. Dobbiamo combattere assieme i criminali, non per la loro religione, ma per il fatto stesso che sono criminali. La vita è bella dobbiamo darci una mano, le comunità si devono incontrare di più”.

 

Curata dal gruppo studentesco SWAP (Share With All People), l’esposizione racconta storie significative dell’Egitto negli anni di una rivoluzione che ha attraversato il Paese. Al centro lo spirito di Swap, l’amicizia tra giovani musulmani e cristiani che vogliono capire se stessi, valorizzando la propria identità e il valore della diversità.

La mostra si focalizza sulle tante persone che hanno condotto questa fase storica, viene messo al centro l’aspetto umano delle loro storie, in grado di comunicare un messaggio positivo di unione, al di là delle ideologie politiche, della fede religiosa e della condizione sociale. Attraverso graffiti e immagini è raccontata l’amicizia tra Mina Daniel e Tareq el Salafi, il coraggio di Samira Ibrahim, la stoica battaglia della dottoressa Mona Mina, la speranza del furore giovanile di Gika e il sentimento di solidarietà di Mohamed Kristy. Storie che esprimono valori che trascendono le differenze religiose e la politica e, giungendo direttamente allo spirito di ognuno, alimentano la speranza.

 

La mostra resterà allestita fino al 20 aprile e sarà visitabile dal lunedì alla domenica dalle 15.30 alle 18.30; per gli studenti è aperta invece dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13.30. La prenotazione è obbligatoria, chiamando i numeri 347 6904606 (Elisa Montanari, per le classi), oppure 340 8109883 (Luisa Savioli, per i gruppi).

 

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